"Vorrei soltanto poter non pensare, ancora per un po'"
Cominci a stuzzicarmi con l'ovetto, mi accarezzi, lasci che mi infiammi.
In ginocchio, a terra, appoggiata sul tavolino del soggiorno, io ed i miei tacchi alti.
Chiudo gli occhi e parto per la nostra Bolla. Ancora qualche lacrima che i primi colpi di micio asciugano prepotentemente.
Finalmente quel dolore, quei colpi pesanti, dal suono sordo, che si abbattono sulla mia schiena e lasciano dietro di loro una scia calda tra brividi di piacere e di sorpresa.
Calchi la mano, alcuni colpi mi strappano un gemito. Non mi risparmi nulla.
Disegni la mia schiena come fosse una tela; mi giri attorno, per non trascurare nemmeno un lembo di pelle.
A mano a mano che Ti prendi cura di me, è come se una sorta di demone prendesse il mio posto. Via la razionalità, solo istinto, solo passione.
Fuoco che mi brucia, ma che invece di consumarmi mi porta in alto, mi rende leggera, mi fa danzare al ritmo dei Tuoi colpi.
Nessuna parola, solo gemiti, sospiri e silenzi.
Animale braccato che trema, ma che non scappa di fronte al suo Padrone.
I colpi cambiano, non più l'abbraccio rassicurante del micio, ma i fendenti secchi della frusta.
Piccole incisioni, precise, accurate. Morsi che non risparmiano nemmeno la carne più indifesa.
Caldo cuoio su fredda pelle...scariche elettriche che arrivano diritte al cervello, o forse un po' più giù.
Non sono più in grado di capire dove sono, quanto in alto mi hai portato, ma ci sei Tu a vegliare su di me.
Mi fai prostare, fronte a terra. Sfili la cintura dai pantaloni e mi regali quest'ennesima emozione. Ti guardo da questa prospettiva e mi sento mancare. Sento il Tuo piede sulla schiena, che dolcemente preme.
Vorrei che Tu mi lasciassi così all'infinito in questa perfetta prospettiva, a ricordarmi quanto perfetta sia la nostra Bolla.
Mi riporti da Te. Vuoi la mia bocca. Assaggio la Tua eccitazione umida, che risponde alla mia lingua come se non aspettasse altro.
E poi mi concedi di accoglierTi dentro di me e di correre. E' il demone che guida la corsa, la corsa verso l'esplosione. Una corsa a predifiato, selvaggia, brutale, che chiede solo di essere soddisfatta.
E come un fulmine l'orgasmo arriva a rischiarare il soggiorno, il mio viso, il Tuo viso...e mi chiedi se ho idea di quanto io sia bella.
Svuotata dalla furia del demone, Ti prendi cura del cucciolo spossato.
Sei di nuovo dentro di me. Mi accarezzi con le Tue mani, con il Tuo corpo, con il Tuo respiro.
Assorbo il Tuo amore e mi disseto.
Sospiri di piacere a sottolineare ogni Tuo movimento, di nuovo in alto, a cavallo di un'onda a godere delle vertigini.
Cullata dal piacere, cullata dal Tuo calore, nessuna fretta...trattengo il fiato per ascoltare il piacere che cresce, lo freno, ancora un po', ancora un attimo...e ancora una volta mi disintegro in migliaia di scaglie luminose, ognuna alimentata dal suo piccolo, devastante orgasmo personale.
Accoccolata sul Tuo petto, chiudo gli occhi, ancora un po'...fra poco la realtà busserà sulle pareti della Bolla.