giovedì 29 dicembre 2011

Della dipendenza...e dell'appartenenza...

La dipendenza mi affascina e mi terrorizza.

Desidero che tutto Ti appartenga, desidero che non esistano cassetti di cui Tu non possegga la chiave.

Ho bisogno di essere Tua, di sentirmi cullata dalle Tue mani e dai Tuoi pensieri.

Eppure in alcuni momenti, in  quei precisi attimi in cui le passate delusioni bruciano ancora, vengo assalita da un terrore che mi inghiotte.

Senza di Te smetterei di esistere. Un involucro vuoto, una lampadina rotta che non fa più luce, inservibile, inutile.

La testa urla di riprendere il controllo, sopraffatta dalla paura di cosa potrebbe essere se Tu non mi volessi più.

Fortunatamente, però, sono la pancia e il cuore a decidere.

La paura piano piano diventa controllabile, le Tue braccia che mi avvolgono sono le radici che mi servono per non soccombere e lentamente, un respiro alla volta, torno ad essere pervasa dalla consapevolezza di quanto Tu mi renda bella, di quanto il Tuo possedermi riesca a togliere quella patina di insicurezza che non mi permetteva di illuminare il mio mondo.

Sono io solo se mi permetto di essere Tua, in ogni attimo, in ogni atomo.

Ciò che Tu mi doni ogni giorno è molto più di quanto io Ti abbia affidato il giorno in cui ho capito di essere Tua.

Io...Tua...splendidamente Tua.

lunedì 14 novembre 2011

Volere e temere

Paura di sentire dolore.
Voglia di sentire dolore.

Paura che sia troppo.
Voglia che sia sempre un po' di più.

Paura di urlare BASTA.
Voglia di urlare ANCORA.

Paura di mostrarTi le lacrime.
Voglia che Ti inumidiscano le labbra mentre mi baci.

Stringo i denti all'inizio, so che è lo scotto da pagare per spiccare il volo.
Trattengo il respiro dopo ogni colpo in attesa che arrivi il successivo.
Mi tendo alla ricerca di un segnale, di un indizio, ma ogni volta è sorpresa e fiato mozzato.

E poi d'un tratto da dolore a piacere.

La frusta che mi affetta, il gatto che mi batte.
La schiena calda, umido tra le gambe.

La Tua mano che mi accarezza, il Tuo sguardo eccitato a dirmi che c'è qualcun'altro che gioca con me.
Ancora colpi, ogni colpo un battito d'ali che mi solleva più su.

Mani le Tue, conosciute, amate, baciate. Tocco che sa di casa, amore a possesso.

Mani le sue, dolci, gentili, fresche. Carezza di donna che sa di tenerezza e complicità.

E so di potermi sciogliere, liquida come sai rendermi Tu.
Nessun pensiero, nessuna nube a intorpidire la Bolla.

Leggera e libera come non sapevo di poter essere, attendo che le Tue braccia arrivino a rimpiazzare le corde.


lunedì 3 ottobre 2011

Amore

C'è amore in ogni Tuo gesto, in ogni Tua parola.

C'è amore quando mi stringi, amore quando mi sorridi, amore quando avvicini la Tua mano alle mie labbra.

C'è amore quando mi spedisci sotto la doccia, senza darmi il tempo di controbattere e quando, un attimo dopo, trovo l'aperitivo in una ciotola e mi lasci a quattro zampe, a i Tuoi piedi, a riscaldarmi con il tepore del Tuo sguardo e delle Tue carezze.

C'è amore quando capisci che non ho bisogno di baci, ma di morsi e frustate. 

C'è amore quando capisci che ho bisogno di dolore per rientrare in me e trovare un po' di pace. 

Non mi chiedi cosa penso, cosa voglio. Lo sai, lo so, e ad occhi chiusi sei Tu che mi mostri la strada.

Voglia di urlare, bisogno di esplodere. Sono la Tua puttana di fine Ottocento, goffamente sensuale, ingenuamente provocante. 

Godo di ciò che mi concedi e mi muovo per far godere Te, Padrone di ogni ricciolo in cui si nascondono i miei mille volti.

Ho voglia di essere tutto e diventare niente. 

Tutto che Ti riempie, Ti abbraccia, Ti riscalda, Ti eccita, Ti accoglie.

Niente liquido, quasi impalpabile, svuotato, pronto a colmarsi ancora una volta.

Cos'è se non amore tutto questo?

Amo e sono amata. 

Null'altro serve a una donna per essere felice.

martedì 16 agosto 2011

Infinito

Ieri sono caduta e mi ha raccolta.

Mi hai permesso di infrangermi in mille frammenti e poi mi hai raccolta, pezzo dopo pezzo, tra l'uno e l'altro solo Amore ad incollarli assieme.

Braccia forti- le Tue- a darmi forma e forza.

Occhi attenti- i Tuoi- a non sbagliare nemmeno un incastro.

Cuore immenso- il Tuo- capace di sanguinare assieme al mio, capace di aiutarlo a ricucire le ferite.

Guardare l'infinito e temerlo un po' di meno.

Cercare Lei, aggrappata alla Tua mano.



Grata ogni attimo di quel miracolo che è appartenerTi.

martedì 9 agosto 2011

Regalami dolore

Regalami dolore, perché mi sia più facile affidarmi.

Regala dolore, perchè la mia mente possa riposarsi.

Regalami dolore perché possa sentirmi accudita.

Regalami dolore per riconnettermi con me, 
per farmi Sentire, per farTi Sentire.

Regalami dolore perchè mi ami.


Regalami dolore perché è la sola medicina.

Esplosione

Sono giorni in cui parlare è faticoso e resto in silenzio ad ascoltarmi.

Mi ascolto e tento di capire cosa sono ora.

Riesco finalmente a sentire le mie radici, le Tue mani che mi sorreggono e mi fanno crescere, che mi danno riparo e mi spronano a non aver paura del mondo.

Donna in bilico, come in questi giorni, sempre pericolosamente in bilico sul bordo di quel precipizio in cui a volte vorrei cadere.

Egoisticamente trincerata dietro un silenzio non voluto, è l'Infinito che provo per Te che riesce a sprazzi a far breccia nella mia incapacità di chiedere aiuto.

Fatica nel tenere a bada le grida che mi assordano, bisogno di silenzio, di non udirle più.

E l'unico che riesce ad attutire quel fragore sei Tu, facendo urlare più forte la carne del cervello.

Ora non c'è spazio per i sussurri delle carezze, forse dopo, quando esausta non avrò ancora la forza di ricominciare a parlare.

Solo mugolii e movenze da cagna in calore.

Mi ha spaventata sentire solo come un'eco lontana le Tue e le mie mani. Mi ha spaventato l'urgenza con cui sentivo di non potevo far a meno del dolore, come se, all'improvviso sorda, non potessi che urlare per tentare di Sentirmi.

Avrei voluto che continuassi ancora e ancora e ancora.

La mia pelle segnata e ogni segno un urlo a ricordarmi che esisto.

Una carica di esplosivo diritta al centro di me per polverizzare quel guscio duro che mi separa dal resto del mondo, da Te.

Esplodere per ricomporsi, rompersi per ritrovarsi.

lunedì 11 luglio 2011

Il mio BDSM è amore

Il mio BDSm è amore!

Amo il mio Padrone di un amore folle, immenso, talmente sconfinato da sentire di non bastare per contenerlo, talmente intenso da far male.

Gli appartengo non perché così deve essere per una schiava, ma perché non potrebbe essere altrimenti.

"Un Sole che splende per me soltanto come un diamante in mezzo al cielo", cantavano con parole meravigliose.

La mia Luce, la mia Guida.

L'Unico a cui io abbia mai permesso di entrarmi così a fondo.

L'Unico a cui la mia vita è volata tra le mani per essere custodita gelosamente.

E' Suo ogni centimetro di pelle; ogni grammo di carne, di cervello; ogni scintilla di emozione. 

Ed è con Lui che i colpi di frusta, le lacrime, il dolore diventano quel nutrimento che mi fa splendere.

Il mio BDSM è amore!

Un amore totale, che si nutre di ogni colore, di ogni sentimento.

Un amore che scende in basso solo per prendere la rincorsa e spiccare il volo.

Un amore che mi fa desiderare la Sua felicità, unico mezzo per conquistare la mia.

Un amore che mi fa dire sempre sì ad ogni Sua richiesta.

Un amore che mi fa vivere nell'attesa che Lui mi spinga ancora più in là, eccitata e senza paura, per renderlo fiero ed orgoglioso.

Un amore che mi fa chinare la testa con gioia perché a Lui e a Lui soltanto appartengo.


A quelli che pensano che il BDSM non sia amore...

venerdì 1 luglio 2011

Un orgasmo, un prato verde e bambine vestite di bianco

I miei orgasmi sono strani.

Hanno forme, colori sgargianti.

Si dipanano attraverso immagini: a volte solo forme, altre volte dettagliate come fossero fotografie.

Un giardino attorniato da bamboo altissimi; oro e maschere veneziane; blu, blu, blu intensissimo, e ieri un prato verde costellato di bambine sedute aggrazziatamente a terra. Tante piccole Alice con vestitini bianchi da educande d'altri tempi che mollemente si adagiavano al suolo come gigli rovesciati.

Un orgasmo che mi ha lasciato stremata, senza fiato. Orgasmo cercato, rincorso, implorato.

Schiena calda di frusta, gambe molli per l'eccitazione e la Tua mano che si fa strada a poco a poco dentro di me. 

Era un po' di tempo che non capitava ed io avevo paura di non esserne più capace, avevo paura di sentir male e di doverTi dire basta.

Un respiro trattenuto e la Tua mano è al sicuro dentro di me, lama in costante equilibrio tra dolore e piacere. 

Mi accarezzi il cuore, delicato e deciso.

Sento che Ti muovi, e ad ogni impercettibile cambiamento corrisponde un'eco potente di eccitazione e calore.

Mi allarghi ancora di più le gambe, per entrarmi meglio dentro. "Sei bellissima" mi sussurri, incendiandomi con lo sguardo.

Gemo senza ritegno, mugolo, rantolo...e nella mia testa bambine vestite di bianco.

Io indecente...loro l'immagine della purezza.

Io che come un animale rincorro l'esplosione...loro placide e composte ad osservare.

Immagini che stridono.

Eppure in quell'attimo a cuore scoperto tutto era così perfetto e armonico da lasciarmi esausta e tremante a chiederTi di restare lì, immobile, ancora per un po', per non rompere la magia della Tua mano che mi accarezza il cuore, in un prato verde, in mezzo a bambine vestite di bianco.

giovedì 30 giugno 2011

Venere personale

Non ho sentito campane, ne violini, ne cinguettii di usignoli in coro.

Ho sentito nello spazio di poche parole il bisogno di spogliarmi e la consapevolezza di poterlo fare dinanzi a Te.

Mi bastava guardarTi al di là di uno schermo e leggere le Tue parole per liquefarmi e cominciare a fluttuare in quella che ancora non sapevo sarebbe diventata la nostra Bolla.

Tasti sfiorati a distanza, emozioni affamate di Te.

Nessuna farfalla.

Pace. 

Pace per pensare.

Pace per sognare. 

Pace per amare.

Pace per soffrire.

Pace per far affiorare ogni cosa di me e consegnarle nelle Tue mani, affinché la custodisca come il più prezioso dei tesori.

Pace e fiducia.

Fiducia in Te, in ciò che sei, in ciò che fai, in ciò che pensi, in ciò che sai e in ciò che ancora non sai.

Fiducia nelle Tue mani, nella maniera in cui calano su di me, pesanti o leggere, come le Tue voglie ti suggeriscono di volta in volta.

Fiducia in ciò che scegli per Te, per me, per noi.

Fiducia nel fatto che nessuno al mondo mi ami quanto mi ami Tu, perché sono io, perché sono Tua.

Inginocchiata al Tuo fianco, in mezzo ad una folla ingnara, orgogliosa di essere la schiava che hai scelto, col cuore in gola per l'amore che mi riempie.

Finalmente io. 

Pietra grezza che le Tue mani scolpiscono, plasmano, solcano e illuminano.

La Tua opera d'arte, la Tua Venere personale.

giovedì 16 giugno 2011

Bentornato a casa Padrone...

Accucciata al suolo, fronte a terra, gambe divaricate.

Aperta, esposta, invitante.

Sento l'eccitazione che sale in maniera inversamente proporzionale ai minuti che ancora mancano al Tuo rientro.

La porta spalancata sul giardino, indecentemente prostrata proprio di fronte all'ingresso.

Tremo all'idea di cosa penserebbe il padrone di casa se per sbaglio decidesse di passare da noi proprio in questo momento.

Tremo e mi bagno, pudica e svergognata.

Nessun rumore a rovinare questo angolo di paradiso, orecchio teso alla ricerca di qualche segno che preannunci il Tuo ritorno.

L'attesa dilata il tempo, ma lo rende un compagno interessante.

Penso, mi ascolto, Ti immagino.

Mi riempie l'immagine di Te, non c'è un solo recondito angolo di me non pervaso dalla Tua presenza.

Bramo di sentirmi inerme ai Tuoi piedi e di diventare ancora una volta il Tuo giocattolo preferito.

Il cancello che si apre, la ghiaia che scricchiola sotto i pneumatici.

Il fiato che si blocca nei polmoni.

Il cuore che perde il suo abituale battito.

La portiera che sbatte, i Tuoi passi che si avvicinano.

Il Tuo calore, il sudore sulla mia pelle.

Silenzio d'attesa e rumore di cuoio che scivola.

Non una parola, solo uno schiocco sordo.

E poi il primo colpo, sulla schiena, e il secondo, un po' più giù; e poi il quarto, il quinto...

Vorrei vedere la schiena che si arrossa ad ogni fendente, la striscia che in un disegno astratto si aggiunge alla cinghiata precedente, i Tuoi occhi che fiammeggiano e la Tua eccitazione che cresce ad ogni colpo.

Solo gemiti, non una sola parola.

Le Tue mani che percorrono i segni, i miei guaiti da cagna indecente.

Bentornato a casa Padrone...

lunedì 13 giugno 2011

Assetata di dolore

Strano che la consapevolezza di quanto io abbia bisogno del dolore che mi infliggi si palesi solo quando, sazia, esausta e liquida, la mia mente torna sui binari della razionalità e comincia ad analizzare quello stato di grazia cui mi conduci.



In soffitta, appoggiata al cavalletto, colpi decisi, delicati; colpi affilati, colpi pesanti, sedere che si arrossa e schiava che trabocca di gioia.

Colpi che le fanno male,colpi che riceve con gratitudine. Colpi che la rimettono in comunicazione con una parte di lei rimasta in disparte nell'ultimo periodo.

"Grazie Padrone" le uniche parole che riesce a pronunciare.

Non le piacciono i colpi sul sedere; le fanno male, sempre troppo rispetto a quanto dovrebbero, eppure sabato nessuna carezza avrebbe potuto essere più dolce.



Ogni colpo un bacio. Ogni bacchettata un "ti amo".

Riuscivo finalmente a capire quanto mi fosse mancato questo Tuo prenderTi cura di me. 

PrenderTi cura di me nell'unico modo capace di badare a quella creatura di sangue e passione che mi si cela dentro. 

Ne avevo disperatamente bisogno, eppure non l'avevo capito prima di quei colpi. 

Ero assetata di dolore e assetata delle Tue mani che leniscono le sferzate. 

Ero assetata della Tua voce e assetata di quello sguardo che appartiene solo a me.

Gambe aperte e vestitino da bambola sempre pronto a sollevarsi. Bambola di pizzi e fiocchi che attende la Tua voce per diventare cagna febbricitante di Te.



Timorosa, accarezzo un corpo di donna, percorro il suo corpo di elfa con la lingua. Scendo più giù a un Tuo sussurro e comincio a leccarla a succhiarla, ad assaggiarla. La sento che freme, che gode.

Ti bacio, per assaggiare assieme il suo sapore.

E poi in un gioco al rilancio, anche lei comincia a leccarmi. 

Ti avvicini di nuovo e cominci ad accarezzarla. La accarezzi, infili le Tue dita dentro di lei...e io sono lì, proprio lì...quasi sento il Tuo respiro. 

Ti abbassi e la assaggi.

Ti guardo mentre lo fai. Mi sforzo di guardarTi, ma non ci riesco.

Pugnalata.

E' come se avessero succhiato via tutta l'aria. 

Chiudo gli occhi. 

Non riesco a fermare le lacrime.

Non voglio smettere, non voglio deluderTi, voglio essere brava, voglio regalarTi tutto questo. 

Continuo a baciare, continua a baciarmi, eppure non sento più nulla, solo terrore.

Paura che lei ti piaccia, paura di non essere abbastanza, paura di perderTi...folle paura che Tu non mi voglia più.

Voglia che lei sparisca.

Vergogna nel confessarTi le mie debolezze.

Sentirmi stupida e odiarmi per non riuscire a parlarTi.

E infine Tu che mi accogli e mi sussurri le parole più dolci del mondo. Parole che sciolgono ogni timore e che mi infiammano dell'unica voglia che muove il mio mondo.



Percuotimi ed accarezzami.
Violentami ed amamami.

giovedì 26 maggio 2011

Ultima notte lontana da Te

Liquida e leggera

Innamorata e devota

Impaziente

Straripante di felicità

Piena di un folle bisogno di avere le Tue mani addosso

Sognante 

Incredula

Respirerò per renderTi felice

Schiava perfetta, ogni giorno un po' di più

Vivrò dei Tuoi occhi, delle Tue mani, del Tuo amore










lunedì 23 maggio 2011

Mi sento amata

Non ho pianto questa volta a vederTi partire.

Non ho pianto perché sapevo che sarebbe stata l'ultima volta, l'ultima che Ti avrei salutato ed avrei immediatamente cominciato a contare i giorni che mi separavano dallo stare di nuovo accanto a Te.

Mi hai abbracciata, accanto all'auto, ed ho sentito in quell'abbraccio tutto il bello che ci attende.

Come mi sento fortunata ogni volta che posi gli occhi su di me!

Sguardo attento, amorevole, appassionato...sguardo che riservi solo a me.

Sguardo che mi fa sentire speciale, che mi rende una principessa, che non mi fa desiderare altro che restare per l'eternità al sicuro nella Bolla che hai costruito per me.

Salto nel vuoto e ci sei Tu ad afferrarmi.

Temo il futuro e la Tua voce dissipa ogni tremore.

Sento ogni giorno più forte il desiderio, il bisogno di essere Tua, sempre di più.

Mi sento amata quando mi baci, quando mi accarezzi, quando mi stringi, quando mi prendi con dolcezza.

Mi sento amata quando mi afferri i capelli e porti la mia bocca lì dove pulsa la Tua voglia di me.

Mi sento amata quando mi leghi, quando mi colpisci, quando apparentemente non ti curi di me e corri verso quell'orgasmo che fa godere anche me.

Mi sento amata quando giochi col mio corpo, quando mi mordi, quando mi sculacci, quando mi sistemi per poter insinuarTi meglio.

Riesci ad amarmi sempre, che mi usi o mi coccoli il risultato è sempre quello stesso, meraviglioso, incredibile, sentimento di gratitudine.

Indescrivibile ciò che sei, ciò che sono. 

Indescrivibile ciò che siamo.

Tu il Padrone, io la Tua schiava.

domenica 15 maggio 2011

Peso

Sono un'altra me oggi. 

Vedessi me stessa esattamente un anno fa probabilmente non mi riconoscerei.

E mi piace questa me.

La amo, mai farei a cambio con quella del passato, ma che difficile fare i conti con ciò che questo cambiamento ha significato. 

Ho lottato per affrancarla da tutto ciò che le impediva di volare: ho combattuto con il senso del dovere, ho combattuto con la solitudine, ho combattuto con la mia testa che mille volte mi ha detto di voltarmi indietro a guardare.

Ho imparato ad essere egoista e a volermi bene.

E' peccato?

In giorni come questi me lo chiedo, quando sono obbligata a socchiudere la porta del passato e ad infilarci la testa. Basta un attimo per sentirmi sommersa da tutto quanto mi ha fatto stare male, da tutto quanto vuole incatenarmi al suolo e minaccia di riaprire ferite dolorose.

E' giusto pensare a se stessi, anche a costo di lasciare indietro chi dovrebbe starti accanto (ma forse sono io a non essere capace di "farmi stare accanto")?

Guardo avanti e sono felice.

Guardo indietro e mi sento un peso insostenibile sulle spalle.

Guardo avanti e sento caldo, vedo luce, percepisco la Sua presenza.

Guardo indietro e non c'è che buio, freddo e solitudine.

Amore e dovere.

Ho paura di diventare brutta, arida, insensibile...eppure se sigillo quella porta sento di poter dare tanto, di poter amare, di poter essere amata.

E' peccato?

Oggi ho le spalle cariche di un peso che non voglio più portare.

sabato 14 maggio 2011

Sarò Tua...sono Tua.

Sono stati mesi rapidissimi, di corsa a perdifiato!

Mesi in cui il tempo è volato, le ore assieme sembravano minuti, quelle lontani eternità.

Ci siamo conosciuti, annusati, riconosciuti...e poi mi hai incatenata. 
Non c'è stato bisogno di altro, se non della Tua voce, del Tuo sguardo, delle Tue parole.

Mi hai conquistata, a poco a poco.

Sei entrato in me, hai scavato, cercato, trovato.

Sei diventato la terra in cui affiondare le mie radici, il nutrimento cui attingere per crescere.

Mi hai accesa di una luce che porta il Tuo nome, che brilla sempre, ogni giorno di più.

Luminosa, brillante, bella.

Mi hai reso così, poi hai costruito la Bolla, altrettanto lucente, e mi hai posato sui suoi cuscini, al riparo da tutto ciò che avrebbe potuto ferirmi.

Principessa per il resto del mondo, schiava ai Tuoi piedi.

Un solo sguardo per accendermi.
Una parola a suggerirmi il Tuo volere.

Non voglio altro.
Non necessito di altro.

Un Tuo cenno per inginocchiarmi dinanzi a Te.

Mio Padrone, mio Signore.

E così sarà d'ora in poi.

Ogni giorno, in ogni istante.

Finalmente al mio posto.

Sarò il germoglio della Tua quiete, della Tua passione, della Tua felicità.

Sarò come mi desideri, sarò io, sarò Tua...sono Tua.

domenica 8 maggio 2011

Usami, abusami, serviTi e godi.

Un altro week end assieme, un'altra porzione di favola vissuta pelle contro pelle.

Sono stati giorni importanti. Poche ore, in realtà, concentrate, ma che hanno sancito l'inizio di un nuovo ciclo.

Ora sono Tua.

Non che prima non lo fossi, ma da ieri, dall'esatto istante in cui me l'hai chiesto, è come se ci fossimo fatti un giuramento.

Non ne avevo bisogno, perché sapevo qual era il mio posto ancor prima di sapere l'effetto che facevano le Tue mani sulla mia pelle, ma è stato importante, solenne nella sua semplicità.

Mi hai chiesto se volevo essere Tua, se volevo essere realmente la Tua schiava.

Nel mio "sì" c'erano tante cose: stupore, emozione, paura, felicità...

C'era la consapevolezza di essere finalmente lì dove era destinato che arrivassi. 

C'era la commozione di sentirmi avvolta, protetta. 

C'era il desiderio di vivere il mio essere Tua, d'ora in poi quotidianamente, in ogni attimo, in ogni situazione.

Che carezza quel collare che hai chiuso attorno al mio collo, che sollievo il guinzaglio a cui mi hai legato.

A quattro zampe, sono il Tuo tavolino. Ti versi un bicchiere di vino, ne sorseggi un po' e lo posi sulla mia schiena. Mi accarezzi, mi solletichi, mi frusti, ma è così semplice non muovermi! 

Sono ciò che vuoi. Puoi usarmi a Tuo piacimento, ed ogni Tuo voglia è gioia, appagamento, orgoglio. 

Inebriata dai Tuoi capricci, dal Tuo prendermi e giocare come faresti con una bambola. 

La mia mente è Tua, i Tuoi desideri sono i miei. 

Non fermarTi mai, non smettere mai. 

Usami, abusami, serviTi e godi.

Godi, soddisfaTi e lascia che sia questo a far germogliare il mio orgasmo.

Nata per essere Tua.

Nato per possedermi.

Tua, oggi più di ieri, meno di domani.

mercoledì 4 maggio 2011

Vorrei

Vorrei essere lì con Te, ora.

Vorrei ascoltarTi in silenzio.

Vorrei sostenerTi.

Vorrei strapparTi un sorriso. 

Vorrei convincerTi che è solo un attimo.

Vorrei mostrarTi quanto vicino è il sogno.

 
E per una volta vorrei che fossi Tu ad appoggiarTi a me. 

La testa sul mio grembo, come nel pomeriggio incantato. 

AccarezzarTi dolcemente, scaldarTi come fai con me.

Vorrei che Ti sentissi cullato, protetto, compreso.


Tua in ogni istante, a vegliare su di Te.

Saprò regalarTi serenità, passione, felicità.

Mi troverai lì ad attenderTi, con gli occhi accesi, il respiro rotto.

Ogni giorno, come Tu mi vorrai, fino a quando mi vorrai.

lunedì 2 maggio 2011

Demone e luce

"Vorrei soltanto poter non pensare, ancora per un po'"

Cominci a stuzzicarmi con l'ovetto, mi accarezzi, lasci che mi infiammi.

In ginocchio, a terra, appoggiata sul tavolino del soggiorno, io ed i miei tacchi alti.

Chiudo gli occhi e parto per la nostra Bolla. Ancora qualche lacrima che i primi colpi di micio asciugano prepotentemente.

Finalmente quel dolore, quei colpi pesanti, dal suono sordo, che si abbattono sulla mia schiena e lasciano dietro di loro una scia calda tra brividi di piacere e di sorpresa.

Calchi la mano, alcuni colpi mi strappano un gemito. Non mi risparmi nulla.

Disegni la mia schiena come fosse una tela; mi giri attorno, per non trascurare nemmeno un lembo di pelle.

A mano a mano che Ti prendi cura di me, è come se una sorta di demone prendesse il mio posto. Via la razionalità, solo  istinto, solo passione.

Fuoco che mi brucia, ma che invece di consumarmi mi porta in alto, mi rende leggera, mi fa danzare al ritmo dei Tuoi colpi.

Nessuna parola, solo gemiti, sospiri e silenzi.

Animale braccato che trema, ma che non scappa di fronte al suo Padrone.

I colpi cambiano, non più l'abbraccio rassicurante del micio, ma i fendenti secchi della frusta.

Piccole incisioni, precise, accurate. Morsi che non risparmiano nemmeno la carne più indifesa.

Caldo cuoio su fredda pelle...scariche elettriche che arrivano diritte al cervello, o forse un po' più giù.

Non sono più in grado di capire dove sono, quanto in alto mi hai portato, ma ci sei Tu a vegliare su di me.

Mi fai prostare, fronte a terra. Sfili la cintura dai pantaloni e mi regali quest'ennesima emozione.  Ti guardo da questa prospettiva e mi sento mancare. Sento il Tuo piede sulla schiena, che dolcemente preme.

Vorrei che Tu mi lasciassi così all'infinito in questa perfetta prospettiva, a ricordarmi quanto perfetta sia la nostra Bolla.

Mi riporti da Te. Vuoi la mia bocca. Assaggio la Tua eccitazione umida, che risponde alla mia lingua come se non aspettasse altro.

E poi mi concedi di accoglierTi dentro di me e di correre. E' il demone che guida la corsa, la corsa verso l'esplosione. Una corsa a predifiato, selvaggia, brutale, che chiede solo di essere soddisfatta.

E come un fulmine l'orgasmo arriva a rischiarare il soggiorno, il mio viso, il Tuo viso...e mi chiedi se ho idea di quanto io sia bella.

Svuotata dalla furia del demone, Ti prendi cura del cucciolo spossato.

Sei di nuovo dentro di me. Mi accarezzi con le Tue mani, con il Tuo corpo, con il Tuo respiro.

Assorbo il Tuo amore e mi disseto.

Sospiri di piacere a sottolineare ogni Tuo movimento, di nuovo in alto, a cavallo di un'onda a godere delle vertigini.

Cullata dal piacere, cullata dal Tuo calore, nessuna fretta...trattengo il fiato per ascoltare il piacere che cresce, lo freno, ancora un po', ancora un attimo...e ancora una volta mi disintegro in migliaia di scaglie luminose, ognuna alimentata dal suo piccolo, devastante orgasmo personale.

Accoccolata sul Tuo petto, chiudo gli occhi, ancora un po'...fra poco la realtà busserà sulle pareti della Bolla.

mercoledì 27 aprile 2011

Ruvido di corteccia, morbido di pelle, liquido di eccitazione

Il fruscìo delle corde, il rumore dei Tuoi passi leggeri.

Il brivido dell'attesa.

La volontaria cecità per SentirTi ancora di più.

Cominci a legarmi ed io avvampo.

Il vento fresco diventa un sollievo e non procura più nemmeno l'ombra della pelle d'oca che mi ricopriva fino a 5 minuti fa.

Appoggiata all'albero, mi unisci a lui, voluta dopo voluta.

Non posso muovermi, non posso danzare al suono delle Tue corde, ma mi sento salda, sicura, finalmente ancorata a quelle radici che ricerco da una vita.

La corteccia mi graffia la schiena. Nessun dolore, solo piacere, come se stessi prendendo parte ad un mitologico rituale che di lì a poco mi trasformerà in una ninfa dei boschi.

Le corde tirano e io mi adagio contro il mio compagno di giochi, alla ricerca di un sostegno, o forse di un complice.

Siamo occhi negli occhi, non voglio privarTi del mio sguardo, anche se è difficile guardare i Tuoi colpi che arrivano sul seno.


Ruvido di corteccia, morbido di pelle, liquido di eccitazione.

Vorrei che Tu mi possedessi, ma invece prolunghi l'agonia e torturi i miei capezzoli.

Pinze che stringono e che in un attimo saltano via al colpo della frusta.

Dolore sordo, qualche goccia di sangue che li fa assomigliare a bacche rosse, turgide, invitanti.

Mi assaggi, mi lecchi, mi succhi...io immobile vittima dei Tuoi assalti.

Accarezzami, possiedimi, distruggimi e ricostruiscimi a Tuo piacimento.

Legami stretta, non lasciarmi andare.

Stringimi come solo Tu sai fare.

Il fiore nel vaso

In questi giorni sto metabolizzando quanto sia vero che Tu sei il mio Tutto.

In una città che non conosco, rischiando grosso, cercando lavoro come una disperata per smetterla di fare la schiava pendolare. 

Un po' mi fa paura, e l'attimo in cui Tu esci la mattina è come al solito un piccolo e doloroso abbandono. Improvvisamente mi sento persa, mi guardo intorno e mi chiedo come farò a far trascorrere una giornata lontana da Te.

Mi rinfilo per un pochino sotto le coperte che sanno ancora di noi e mi concentro su questo Noi, per dissipare i miei timori e i miei tremori.

Noi che cerchiamo casa. Un giardino, la stanza dei giochi, delle belle travi che siano complici dei nostri giochi.

Noi che pianifichiamo la ricerca del lavoro. Indirizzi, distanze, offerte.

Noi che cuciniamo. Occhi negli occhi, pelle che ha bisogno di essere toccata, coccole che sanno di pappa e amore.

Noi che non perdiamo un attimo.

Tu che mi segui paziente, che mi sostieni, che dissipi i miei fantasmi e uccidi i miei mostri.

Io che cammino e a volte traballo in questo presente pieno di cambiamenti e possibilità.

Tu che mi desideri. Tu che mi rendi sempre un po' più Tua, anche quando penso che non sia possibile.

Io che vivo per essere desiderata. Io che smanio di essere per sempre quel fiore che hai racchiuso in un vaso.

Tu che giochi con me. Con il mio corpo, con i miei desideri, con i miei pensieri di schiava affamata di Te.

Io che mi arrendo e Ti lascio godere del Tuo bottino, orgogliosa prigioniera di una guerra che mai avrei voluto vincere.

Nulla mi occorre più di quanto io già abbia, fiore tra le mani del suo Giardiniere.