mercoledì 27 aprile 2011

Ruvido di corteccia, morbido di pelle, liquido di eccitazione

Il fruscìo delle corde, il rumore dei Tuoi passi leggeri.

Il brivido dell'attesa.

La volontaria cecità per SentirTi ancora di più.

Cominci a legarmi ed io avvampo.

Il vento fresco diventa un sollievo e non procura più nemmeno l'ombra della pelle d'oca che mi ricopriva fino a 5 minuti fa.

Appoggiata all'albero, mi unisci a lui, voluta dopo voluta.

Non posso muovermi, non posso danzare al suono delle Tue corde, ma mi sento salda, sicura, finalmente ancorata a quelle radici che ricerco da una vita.

La corteccia mi graffia la schiena. Nessun dolore, solo piacere, come se stessi prendendo parte ad un mitologico rituale che di lì a poco mi trasformerà in una ninfa dei boschi.

Le corde tirano e io mi adagio contro il mio compagno di giochi, alla ricerca di un sostegno, o forse di un complice.

Siamo occhi negli occhi, non voglio privarTi del mio sguardo, anche se è difficile guardare i Tuoi colpi che arrivano sul seno.


Ruvido di corteccia, morbido di pelle, liquido di eccitazione.

Vorrei che Tu mi possedessi, ma invece prolunghi l'agonia e torturi i miei capezzoli.

Pinze che stringono e che in un attimo saltano via al colpo della frusta.

Dolore sordo, qualche goccia di sangue che li fa assomigliare a bacche rosse, turgide, invitanti.

Mi assaggi, mi lecchi, mi succhi...io immobile vittima dei Tuoi assalti.

Accarezzami, possiedimi, distruggimi e ricostruiscimi a Tuo piacimento.

Legami stretta, non lasciarmi andare.

Stringimi come solo Tu sai fare.

Il fiore nel vaso

In questi giorni sto metabolizzando quanto sia vero che Tu sei il mio Tutto.

In una città che non conosco, rischiando grosso, cercando lavoro come una disperata per smetterla di fare la schiava pendolare. 

Un po' mi fa paura, e l'attimo in cui Tu esci la mattina è come al solito un piccolo e doloroso abbandono. Improvvisamente mi sento persa, mi guardo intorno e mi chiedo come farò a far trascorrere una giornata lontana da Te.

Mi rinfilo per un pochino sotto le coperte che sanno ancora di noi e mi concentro su questo Noi, per dissipare i miei timori e i miei tremori.

Noi che cerchiamo casa. Un giardino, la stanza dei giochi, delle belle travi che siano complici dei nostri giochi.

Noi che pianifichiamo la ricerca del lavoro. Indirizzi, distanze, offerte.

Noi che cuciniamo. Occhi negli occhi, pelle che ha bisogno di essere toccata, coccole che sanno di pappa e amore.

Noi che non perdiamo un attimo.

Tu che mi segui paziente, che mi sostieni, che dissipi i miei fantasmi e uccidi i miei mostri.

Io che cammino e a volte traballo in questo presente pieno di cambiamenti e possibilità.

Tu che mi desideri. Tu che mi rendi sempre un po' più Tua, anche quando penso che non sia possibile.

Io che vivo per essere desiderata. Io che smanio di essere per sempre quel fiore che hai racchiuso in un vaso.

Tu che giochi con me. Con il mio corpo, con i miei desideri, con i miei pensieri di schiava affamata di Te.

Io che mi arrendo e Ti lascio godere del Tuo bottino, orgogliosa prigioniera di una guerra che mai avrei voluto vincere.

Nulla mi occorre più di quanto io già abbia, fiore tra le mani del suo Giardiniere.

lunedì 18 aprile 2011

Bolla...lacrime...gemme...

Mi piace che ci guardino mentre tessiamo la trama dei nostri giochi.

Un mix di imbarazzo, di eccitazione, di pudore che alla fine scompare per lasciare spazio all'unico linguaggio che conosco: quello delle Tue mani che mi guidano a fare ciò che desideri.

A volte quegli occhi che osservano invadenti bruciano, e sono come interferenze sulle frequenze della nostra Bolla, ma durano poco, e all'improvviso non esiste più nulla, non c'è più nessuno attorno a noi.

In questi attimi non mi riconosco più. Non so chi sia quella Donna spregiudicata che senza alcuna remora concede tutto di sé.

Nessuna insicurezza, nessuna paura...solo la voglia di essere argilla tra le Tue mani.

E tu mi costruisci, mi scolpisci colpo dopo colpo, ascoltando il rumore che il cuoio, il legno, le Tue mani producono quando colpisci la mia pelle.

Strizzi i miei capezzoli, stringi la mia carne per plasmare la Tua venere.

Mi accendi, mi porti in alto...talmente in alto che non riesco a pensare ad altro che non sia poterTi sfiorare, poterTi baciare, poterTi sentire dentro di me.

Legata, incapace di assecondare il fuoco che a poco a poco mi consuma...sei Tu che decidi il come e il quando.

E mi concedi di esplodere con quell'ultimo attimo di dolore prima di sentire la Tua mano dentro di me, che pulsa come un altro cuore, meravigliosa creatura che vive del Tuo volere e della mia devozione.

Tu ed io...il resto è lontano.

Lacrime di emozione, di liberazione, di felicità.

Lacrime di piacere, di Appartenenza.

Perle di rugiada che mi rendono più bella, che mi illuminano di una luce che solo il mio essere Tua rendono possibile.

Niente oro, niente diamanti...sulla Tua schiava solo gemme che portano il Tuo nome.

venerdì 15 aprile 2011

Insaziabile

E' da ieri sera che mi sento così.

Una micina un po' dispettosa che a colpi di zampette e musate cerca le attenzioni del Padrone. 

Lo stuzzica, Lo cerca, Lo rincorre, si strofina contro di Lui, fino a sentire su di sé gli occhi, i pensieri e le voglie del Padrone.

E Tu mi leggi dentro.

Decidi di darmi corda. Mi infiammi con poche parole e, occhi chiusi, sei lì dietro di me che mi osservi mentre mi accarezzo.

Mi afferri e cominci a colpirmi. Le Tue mani sono pesanti in questi momenti, ho imparato a conoscerle oramai. So quanto Ti piace sculacciarmi ed io non desidero altro che sentirTi ancora.

"Fino a quando le lacrime non righeranno il tuo volto"...stille di piacere cominciano a gocciolare e, proprio come se fossi accanto a me, mi dimeno, ondeggio i fianchi.

Voglio essere oscena. Voglio essere sporca. La camicia da notte a fiorellini, come una Schicchera d'altri tempi, tirata su oltre i fianchi; un seno scoperto, a procurarmi quel pizzico di dolore in grado di illudermi che sia Tu a stringermi e torturarmi.

Sento il piacere che sale, pronto ad irrompere prepotente; pronto a scuotermi e a lasciarmi sognante e tremante.

Ti chiamo per regalarTi il mio orgasmo, per ripagare ogni brivido con un gemito di piacere.

Languida come solo Tu sai rendermi, ubriaca di Te...vorrei esserTi accanto per scivolarTi addosso e impregnarTi di me, dei miei umori, dei miei baci bagnati, della mia lingua, del mio desiderio insaziabile di sentirmi Tua.

martedì 12 aprile 2011

Paura

E' una brutta cosa la paura.

E' irrazionale.

Ti ghermisce, subdola, e poi piano piano si impossessa di te, di tutta te stessa, fino a diventare l'unica lente attraverso cui riesci a guardare la realtà.

Si aggrappa a piccole cose e le moltiplica, come un diabolico cancro.

E' buio. Faticoso. In salita.

E quando c'è lei, ho paura di non farcela. 

Ma non è solo colpa sua, è colpa delle mie insicurezze, della mia paura di essere inadatta, di essere eccessiva.

E come un cane che si morde la coda, la paura mi fa vedere tutto buio, le mie insicurezze mi rendono incapace di aprirmi e chiedere aiuto e fanno diventare la mia testa ancora più cupa...


...mi chiami in un attimo di pausa, per dirmi che Ti manco, e io vorrei mandarla a quel paese questa paura, perché razionalmente so che non ho nulla da temere, che questo è solo un attimo di difficoltà prima del bel tempo.

Devo ancora fare i conti con le mie debolezze, devo imparare a dare fiducia, a smetterla di sottovalutare me e di conseguenza l'affetto che gli altri mi dimostrano, l'amore che Tu mi riservi ogni giorno.

Non so come fare, non so da dove cominciare, ma ci proverò, per non guastare più nemmeno un secondo di questo presente dal sapore così dolce.

Sarai con me?

Domanda stupida dalla risposta scontata....

domenica 10 aprile 2011

Bisogni, segni e sensazioni

Mi lasci senza fiato. 

Avevo bisogno di sentire il cuoio sulla schiena e senza bisogno di dirTelo hai tirato fuori il micio ed hai cominciato a colpirmi.

Non c'è stato tempo di abituarmi all'impatto, no!

Colpi sul sedere, che avevi già riscaldato con le Tue mani - pesanti come piombo in questi momenti- e poi sulla schiena...

Avevo bisogno di sentire quei colpi che mi schiacciano al divano. Nessuna carezza. Colpi pesanti, e qualcuno che mi strappa qualche gemito in più.

Le mani che artigliano lo schienale del futon, la camicia da notte tirata su alla bell'e meglio e gli occhi chiusi a captare l'intensità del prossimo colpo.

A volte penso di dirTi "Basta, Ti prego!", ma poi l'ebrezza di quel dolore, l'ebrezza di sentirmi annientata, piccola, indifesa tramuta tutto in piacere liquido tra le gambe e nel cervello.

Ti ho consegnato la mia carne, il mio cuore, la mia testa.

Sei Tu a decidere quando segnarmi, quando farmi godere, quando usarmi per godere e in questo subire la Tua volontà mi sento protetta e sento di appartenerTi.

Posi il mi micio, Ti sdrai accanto a me, mi accarezzi e mi chiedi dove sono.

Mi aiuti a riprendere fiato, mi circondi con il Tuo calore...e ricominciamo a guardare Harry Potter, appagati e con il fiato ancora un po' corto.


Mi accarezzo il collo, il petto e sento ancora i brividi dei Tuoi denti sulla pelle.

Mi guardo intorno e cerco i segni della Tua presenza.


La schiava conta già i giorni che la separano dal Suo Padrone.

lunedì 4 aprile 2011

Sei il mio Tutto, e io sono parte di Te.

E' una vita che aspetto di essere Tua.

E' una vita che sogno che Tu Ti prenda cura di me.

E' una vita che immagino come sarebbe poter chiudere gli occhi e abbandonare le preoccupazioni, al riparo di ogni cosa nelle Tue braccia.

Ed oggi che ci sei, che mi circondi, che sono Tua...com'è difficile farlo!

Com'è difficile svelare questa parte di me, lasciarTi entrare così a fondo e non morire per la paura che sia troppo, che sia troppo anche per Te, come lo è stato in passato per chi mi sono illusa potesse essere il mio tutto.

E poi mi sorprendi, come al solito. Mi circondi, mi sollevi e mi ripeti ancora una volta che finché sarai con me non dovrò più temere nulla.

Come domenica. Le difficoltà di tutti i giorni avevano cominciato nuovamente a sopraffarmi e il pensiero di vederTi partire ancora una volta ne centuplicava l'intensità. Volevo parlarTene, volevo che Tu sapessi eppure non ne avevo il coraggio, terrorizzata all'idea che potessi scappare da me.

Stupida, ingenua!

Tu non scappi! No, non scappi!

Mi guardi, mi accarezzi e fai sì che i miei problemi siano anche i Tuoi e che le mie spalle siano un po' meno cariche.

Che stupida che sono!

Sei il mio Tutto, e io sono parte di Te. 

Imparerò a non aver più paura. Imparerò a fidarmi di me stessa e quel che diventerò sarà la più perfetta delle schiave.

La schiava perfetta per Te che sei il mio Tutto.