giovedì 26 maggio 2011

Ultima notte lontana da Te

Liquida e leggera

Innamorata e devota

Impaziente

Straripante di felicità

Piena di un folle bisogno di avere le Tue mani addosso

Sognante 

Incredula

Respirerò per renderTi felice

Schiava perfetta, ogni giorno un po' di più

Vivrò dei Tuoi occhi, delle Tue mani, del Tuo amore










lunedì 23 maggio 2011

Mi sento amata

Non ho pianto questa volta a vederTi partire.

Non ho pianto perché sapevo che sarebbe stata l'ultima volta, l'ultima che Ti avrei salutato ed avrei immediatamente cominciato a contare i giorni che mi separavano dallo stare di nuovo accanto a Te.

Mi hai abbracciata, accanto all'auto, ed ho sentito in quell'abbraccio tutto il bello che ci attende.

Come mi sento fortunata ogni volta che posi gli occhi su di me!

Sguardo attento, amorevole, appassionato...sguardo che riservi solo a me.

Sguardo che mi fa sentire speciale, che mi rende una principessa, che non mi fa desiderare altro che restare per l'eternità al sicuro nella Bolla che hai costruito per me.

Salto nel vuoto e ci sei Tu ad afferrarmi.

Temo il futuro e la Tua voce dissipa ogni tremore.

Sento ogni giorno più forte il desiderio, il bisogno di essere Tua, sempre di più.

Mi sento amata quando mi baci, quando mi accarezzi, quando mi stringi, quando mi prendi con dolcezza.

Mi sento amata quando mi afferri i capelli e porti la mia bocca lì dove pulsa la Tua voglia di me.

Mi sento amata quando mi leghi, quando mi colpisci, quando apparentemente non ti curi di me e corri verso quell'orgasmo che fa godere anche me.

Mi sento amata quando giochi col mio corpo, quando mi mordi, quando mi sculacci, quando mi sistemi per poter insinuarTi meglio.

Riesci ad amarmi sempre, che mi usi o mi coccoli il risultato è sempre quello stesso, meraviglioso, incredibile, sentimento di gratitudine.

Indescrivibile ciò che sei, ciò che sono. 

Indescrivibile ciò che siamo.

Tu il Padrone, io la Tua schiava.

domenica 15 maggio 2011

Peso

Sono un'altra me oggi. 

Vedessi me stessa esattamente un anno fa probabilmente non mi riconoscerei.

E mi piace questa me.

La amo, mai farei a cambio con quella del passato, ma che difficile fare i conti con ciò che questo cambiamento ha significato. 

Ho lottato per affrancarla da tutto ciò che le impediva di volare: ho combattuto con il senso del dovere, ho combattuto con la solitudine, ho combattuto con la mia testa che mille volte mi ha detto di voltarmi indietro a guardare.

Ho imparato ad essere egoista e a volermi bene.

E' peccato?

In giorni come questi me lo chiedo, quando sono obbligata a socchiudere la porta del passato e ad infilarci la testa. Basta un attimo per sentirmi sommersa da tutto quanto mi ha fatto stare male, da tutto quanto vuole incatenarmi al suolo e minaccia di riaprire ferite dolorose.

E' giusto pensare a se stessi, anche a costo di lasciare indietro chi dovrebbe starti accanto (ma forse sono io a non essere capace di "farmi stare accanto")?

Guardo avanti e sono felice.

Guardo indietro e mi sento un peso insostenibile sulle spalle.

Guardo avanti e sento caldo, vedo luce, percepisco la Sua presenza.

Guardo indietro e non c'è che buio, freddo e solitudine.

Amore e dovere.

Ho paura di diventare brutta, arida, insensibile...eppure se sigillo quella porta sento di poter dare tanto, di poter amare, di poter essere amata.

E' peccato?

Oggi ho le spalle cariche di un peso che non voglio più portare.

sabato 14 maggio 2011

Sarò Tua...sono Tua.

Sono stati mesi rapidissimi, di corsa a perdifiato!

Mesi in cui il tempo è volato, le ore assieme sembravano minuti, quelle lontani eternità.

Ci siamo conosciuti, annusati, riconosciuti...e poi mi hai incatenata. 
Non c'è stato bisogno di altro, se non della Tua voce, del Tuo sguardo, delle Tue parole.

Mi hai conquistata, a poco a poco.

Sei entrato in me, hai scavato, cercato, trovato.

Sei diventato la terra in cui affiondare le mie radici, il nutrimento cui attingere per crescere.

Mi hai accesa di una luce che porta il Tuo nome, che brilla sempre, ogni giorno di più.

Luminosa, brillante, bella.

Mi hai reso così, poi hai costruito la Bolla, altrettanto lucente, e mi hai posato sui suoi cuscini, al riparo da tutto ciò che avrebbe potuto ferirmi.

Principessa per il resto del mondo, schiava ai Tuoi piedi.

Un solo sguardo per accendermi.
Una parola a suggerirmi il Tuo volere.

Non voglio altro.
Non necessito di altro.

Un Tuo cenno per inginocchiarmi dinanzi a Te.

Mio Padrone, mio Signore.

E così sarà d'ora in poi.

Ogni giorno, in ogni istante.

Finalmente al mio posto.

Sarò il germoglio della Tua quiete, della Tua passione, della Tua felicità.

Sarò come mi desideri, sarò io, sarò Tua...sono Tua.

domenica 8 maggio 2011

Usami, abusami, serviTi e godi.

Un altro week end assieme, un'altra porzione di favola vissuta pelle contro pelle.

Sono stati giorni importanti. Poche ore, in realtà, concentrate, ma che hanno sancito l'inizio di un nuovo ciclo.

Ora sono Tua.

Non che prima non lo fossi, ma da ieri, dall'esatto istante in cui me l'hai chiesto, è come se ci fossimo fatti un giuramento.

Non ne avevo bisogno, perché sapevo qual era il mio posto ancor prima di sapere l'effetto che facevano le Tue mani sulla mia pelle, ma è stato importante, solenne nella sua semplicità.

Mi hai chiesto se volevo essere Tua, se volevo essere realmente la Tua schiava.

Nel mio "sì" c'erano tante cose: stupore, emozione, paura, felicità...

C'era la consapevolezza di essere finalmente lì dove era destinato che arrivassi. 

C'era la commozione di sentirmi avvolta, protetta. 

C'era il desiderio di vivere il mio essere Tua, d'ora in poi quotidianamente, in ogni attimo, in ogni situazione.

Che carezza quel collare che hai chiuso attorno al mio collo, che sollievo il guinzaglio a cui mi hai legato.

A quattro zampe, sono il Tuo tavolino. Ti versi un bicchiere di vino, ne sorseggi un po' e lo posi sulla mia schiena. Mi accarezzi, mi solletichi, mi frusti, ma è così semplice non muovermi! 

Sono ciò che vuoi. Puoi usarmi a Tuo piacimento, ed ogni Tuo voglia è gioia, appagamento, orgoglio. 

Inebriata dai Tuoi capricci, dal Tuo prendermi e giocare come faresti con una bambola. 

La mia mente è Tua, i Tuoi desideri sono i miei. 

Non fermarTi mai, non smettere mai. 

Usami, abusami, serviTi e godi.

Godi, soddisfaTi e lascia che sia questo a far germogliare il mio orgasmo.

Nata per essere Tua.

Nato per possedermi.

Tua, oggi più di ieri, meno di domani.

mercoledì 4 maggio 2011

Vorrei

Vorrei essere lì con Te, ora.

Vorrei ascoltarTi in silenzio.

Vorrei sostenerTi.

Vorrei strapparTi un sorriso. 

Vorrei convincerTi che è solo un attimo.

Vorrei mostrarTi quanto vicino è il sogno.

 
E per una volta vorrei che fossi Tu ad appoggiarTi a me. 

La testa sul mio grembo, come nel pomeriggio incantato. 

AccarezzarTi dolcemente, scaldarTi come fai con me.

Vorrei che Ti sentissi cullato, protetto, compreso.


Tua in ogni istante, a vegliare su di Te.

Saprò regalarTi serenità, passione, felicità.

Mi troverai lì ad attenderTi, con gli occhi accesi, il respiro rotto.

Ogni giorno, come Tu mi vorrai, fino a quando mi vorrai.

lunedì 2 maggio 2011

Demone e luce

"Vorrei soltanto poter non pensare, ancora per un po'"

Cominci a stuzzicarmi con l'ovetto, mi accarezzi, lasci che mi infiammi.

In ginocchio, a terra, appoggiata sul tavolino del soggiorno, io ed i miei tacchi alti.

Chiudo gli occhi e parto per la nostra Bolla. Ancora qualche lacrima che i primi colpi di micio asciugano prepotentemente.

Finalmente quel dolore, quei colpi pesanti, dal suono sordo, che si abbattono sulla mia schiena e lasciano dietro di loro una scia calda tra brividi di piacere e di sorpresa.

Calchi la mano, alcuni colpi mi strappano un gemito. Non mi risparmi nulla.

Disegni la mia schiena come fosse una tela; mi giri attorno, per non trascurare nemmeno un lembo di pelle.

A mano a mano che Ti prendi cura di me, è come se una sorta di demone prendesse il mio posto. Via la razionalità, solo  istinto, solo passione.

Fuoco che mi brucia, ma che invece di consumarmi mi porta in alto, mi rende leggera, mi fa danzare al ritmo dei Tuoi colpi.

Nessuna parola, solo gemiti, sospiri e silenzi.

Animale braccato che trema, ma che non scappa di fronte al suo Padrone.

I colpi cambiano, non più l'abbraccio rassicurante del micio, ma i fendenti secchi della frusta.

Piccole incisioni, precise, accurate. Morsi che non risparmiano nemmeno la carne più indifesa.

Caldo cuoio su fredda pelle...scariche elettriche che arrivano diritte al cervello, o forse un po' più giù.

Non sono più in grado di capire dove sono, quanto in alto mi hai portato, ma ci sei Tu a vegliare su di me.

Mi fai prostare, fronte a terra. Sfili la cintura dai pantaloni e mi regali quest'ennesima emozione.  Ti guardo da questa prospettiva e mi sento mancare. Sento il Tuo piede sulla schiena, che dolcemente preme.

Vorrei che Tu mi lasciassi così all'infinito in questa perfetta prospettiva, a ricordarmi quanto perfetta sia la nostra Bolla.

Mi riporti da Te. Vuoi la mia bocca. Assaggio la Tua eccitazione umida, che risponde alla mia lingua come se non aspettasse altro.

E poi mi concedi di accoglierTi dentro di me e di correre. E' il demone che guida la corsa, la corsa verso l'esplosione. Una corsa a predifiato, selvaggia, brutale, che chiede solo di essere soddisfatta.

E come un fulmine l'orgasmo arriva a rischiarare il soggiorno, il mio viso, il Tuo viso...e mi chiedi se ho idea di quanto io sia bella.

Svuotata dalla furia del demone, Ti prendi cura del cucciolo spossato.

Sei di nuovo dentro di me. Mi accarezzi con le Tue mani, con il Tuo corpo, con il Tuo respiro.

Assorbo il Tuo amore e mi disseto.

Sospiri di piacere a sottolineare ogni Tuo movimento, di nuovo in alto, a cavallo di un'onda a godere delle vertigini.

Cullata dal piacere, cullata dal Tuo calore, nessuna fretta...trattengo il fiato per ascoltare il piacere che cresce, lo freno, ancora un po', ancora un attimo...e ancora una volta mi disintegro in migliaia di scaglie luminose, ognuna alimentata dal suo piccolo, devastante orgasmo personale.

Accoccolata sul Tuo petto, chiudo gli occhi, ancora un po'...fra poco la realtà busserà sulle pareti della Bolla.