Mi lasci senza fiato.
Avevo bisogno di sentire il cuoio sulla schiena e senza bisogno di dirTelo hai tirato fuori il micio ed hai cominciato a colpirmi.
Non c'è stato tempo di abituarmi all'impatto, no!
Colpi sul sedere, che avevi già riscaldato con le Tue mani - pesanti come piombo in questi momenti- e poi sulla schiena...
Avevo bisogno di sentire quei colpi che mi schiacciano al divano. Nessuna carezza. Colpi pesanti, e qualcuno che mi strappa qualche gemito in più.
Le mani che artigliano lo schienale del futon, la camicia da notte tirata su alla bell'e meglio e gli occhi chiusi a captare l'intensità del prossimo colpo.
A volte penso di dirTi "Basta, Ti prego!", ma poi l'ebrezza di quel dolore, l'ebrezza di sentirmi annientata, piccola, indifesa tramuta tutto in piacere liquido tra le gambe e nel cervello.
Ti ho consegnato la mia carne, il mio cuore, la mia testa.
Sei Tu a decidere quando segnarmi, quando farmi godere, quando usarmi per godere e in questo subire la Tua volontà mi sento protetta e sento di appartenerTi.
Posi il mi micio, Ti sdrai accanto a me, mi accarezzi e mi chiedi dove sono.
Mi aiuti a riprendere fiato, mi circondi con il Tuo calore...e ricominciamo a guardare Harry Potter, appagati e con il fiato ancora un po' corto.
Mi accarezzo il collo, il petto e sento ancora i brividi dei Tuoi denti sulla pelle.
Mi guardo intorno e cerco i segni della Tua presenza.
La schiava conta già i giorni che la separano dal Suo Padrone.
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