Oggi ho avuto la visita di controllo periodica.
Contrariamente al solito, questa volta mi hanno prescritto alcuni esami ulteriori per scongiurare ogni eventualità.
Alla diagnosi, oramai qualche anno fa, quasi mi sentii sentita sollevata. Ero malata, qualcuno si sarebbe preso cura di me. Finalmente sarei stata io il centro del mondo e gli altri avrebbero pensato a me.
Io prima di tutto il resto, che cosa strana...
L'esperienza insegna che no, non andò così. Continuai a prendermi cura di chi ne aveva bisogno, di chi lo meritava; decisi che la strada malattia non era percorribile e guarii in pochi mesi.
Non mi sono mai sentita braccata, preoccupata e non penso per un qualche strano senso di invincibilità.
Forse non mi interessava poi così tanto: sapevo che sarei guarita, ma se anche non fosse andata così bene? Amen.
E invece oggi sono stata presa dal panico all'idea che qualcosa non andasse e la cosa mi ha stupito, perché era una sensazione totalmente nuova.
Non voglio star male, non POSSO star male, non ha senso che io stia male!
C'è Qualcuno che si prende cura di me, c'è Qualcuno per cui vale la pena prendermi cura di me stessa.
Non ho più bisogno di elemosinare attenzioni, Lui è qui, accanto a me e io desidero essere perfetta nella mia imperfezione!
Perfetta per appartenerGli, perfetta per accudirLo, perfetta per soddisfarLo, perfetta per qualsiasi cosa desideri da me.
Sto imparando a volermi bene.
Non lo sapevo, non me n'ero accorta, eppure potevo sperare in un regalo più grande?
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