"Ti ho fatto fare tardi"
"E ti ho fatto venire voglia di toccarti"
Bang!
Esplosione nel cervello.
Sì, ho voglia di toccarmi, di carezzarmi, in un piacere condiviso che pervade anche te.
"Vorrei ascoltarti godere"
Bang!
Esplosione un po' più giù, battito che cresce.
"Posso chiamarti?"
"Sì"
Squillo.
Bang!
Battito mancato e respiro incerto.
Parli del più e del meno, mi chiedi cos'ho indosso e mi chiedi cosa sto facendo.
Altro battito mancato.
In un sussurro "Mi sto accarezzando..."
"Togli le coulotte"
"Sdraiati"
Come una bambola perversa ascolto la tua voce, sussurrata e a volte un po' rotta, e continuo ad accarezzarmi, lentamente, delicatamente, ad occhi chiusi, immaginando...
Mi sposto in camera, la luce della lampada è di troppo e anche il ronzio del pc.
Sul letto, mi strofino su un cuscino, come mi hai detto di fare, come una cagnetta vogliosa.
Occhi chiusi e tu sei lì, seduto sulla poltrona che si trova accanto al letto.
Guidi la mia mano da lontano. Un dito, poi due. Ruotano e si fanno strada.
Mi racconti di quello che succederà fra qualche giorno ed io divento un lago.
Piccoli gemiti nelle tue orecchie e soffi di parole affannate.
Mi sussurri di assaggiarmi e mi chiedi che sapore ho.
Mi sento languida, bollente, liquefatta dalla tua voce e dal tuo respiro.
"Probabilmente ti assaggerò"
Sento che ascolti, come se tendessi l'orecchio a non perdere nemmeno un sospiro.
"Godi"
Ancora qualche carezza e il fuoco divampa, accecante e bollente.
L'urlo sussurrato al tuo orecchio, i brividi che mi sconquassano, la mano che non vuole allontanarsi.
Tento di immaginare il tuo volto.
Acceso dal mio fuoco.
Eccitato dal mio respiro.
Confuso da questo attimo di assoluta sincerità.
E mi rendo conto di essere nuda, dinanzi a te, come se fosse la cosa più naturale del mondo.
venerdì 11 febbraio 2011
mercoledì 9 febbraio 2011
Ali che bruciano e profumo di sogni
Vorrei poterci credere e lasciarmi andare, ma il rischio di bruciarsi le ali è forte, tangibile, quasi una certezza.
Scappare, quindi? La parte ancora sana di me direbbe di sì, di scappare a gambe levate prima che sia troppo tardi, e anche lui, continuamente, in un tamtam di raccomandazioni e accortezze, mi ricorda che sono io che scelgo, che se mandassi a rotoli lui e questa cosa qui non ci sarebbe da stupirsene, che capirebbe e che rimarebbe la gioia di essersi conosciuti, annusati e capiti, all'istante, senza troppi paroloni e senza maschera alcuna.
Eppure capita così raramente di sentire quell'affinità che ti fa dire che sì, sarebbe bello poterci vivere, che quando capita sarebbe un peccato mortale rifiutarsi di cogliere l'occasione.
Di cosa mi lamento, allora? Non mi lamento. Resto qui, vigilando sulle mie ali, cercando di domare il fuoco, sopendolo a volte con qualche lacrimuccia, sorella gemella di quel battito di cuore accelerato all'idea di quel "se fosse davvero così...".
I miei sogni si accavallano alla realtà, la dissimulano, la rendono droga di cui non posso fare a meno.
I miei sogni diventano despota, padroni indiscussi della mia mente.
I miei sogni diventano guida, faro alla cui luce cercare il luccichio di quella Bolla in cui riposare.
Per ora c'è un abbraccio caldo, avvolgente, che sa di coccole e possibilità...
Scappare, quindi? La parte ancora sana di me direbbe di sì, di scappare a gambe levate prima che sia troppo tardi, e anche lui, continuamente, in un tamtam di raccomandazioni e accortezze, mi ricorda che sono io che scelgo, che se mandassi a rotoli lui e questa cosa qui non ci sarebbe da stupirsene, che capirebbe e che rimarebbe la gioia di essersi conosciuti, annusati e capiti, all'istante, senza troppi paroloni e senza maschera alcuna.
Eppure capita così raramente di sentire quell'affinità che ti fa dire che sì, sarebbe bello poterci vivere, che quando capita sarebbe un peccato mortale rifiutarsi di cogliere l'occasione.
Di cosa mi lamento, allora? Non mi lamento. Resto qui, vigilando sulle mie ali, cercando di domare il fuoco, sopendolo a volte con qualche lacrimuccia, sorella gemella di quel battito di cuore accelerato all'idea di quel "se fosse davvero così...".
I miei sogni si accavallano alla realtà, la dissimulano, la rendono droga di cui non posso fare a meno.
I miei sogni diventano despota, padroni indiscussi della mia mente.
I miei sogni diventano guida, faro alla cui luce cercare il luccichio di quella Bolla in cui riposare.
Per ora c'è un abbraccio caldo, avvolgente, che sa di coccole e possibilità...
domenica 9 gennaio 2011
Boa
Non riesco a prendere sonno. Sento la necessità di fermare almeno qualcuno dei pensieri che affollano la mia mente e non mi permettono di chiudere gli occhi.
Pochi minuti fa il Suo messaggio: "Buona notte bimba. Stai bene?" Sì, sto bene.
Non sono serena come qualche tempo fa, senza dubbio, ma sto bene perché questi giorni con Lui sono serviti a conoscermi meglio, a capire di cosa ho bisogno e che cosa voglio, con tutte le incertezze e le paure che questo comporta.
Week end di discussioni, di chiarimenti, di parole, tante parole.
Temo ancora i giorni che verranno, lo stomaco parla chiaro e già sente la tensione, se la mente si sofferma a pensarci, ma Lui è riuscito a trovare le parole e la maniera di tranquillizzarmi.
La bolla si è incrinata, che senso avrebbe negarlo? Lui, però, è ancora lì a prendermi per mano per aiutarmi a trovare la strada.
Scoglio, albero, guida per insegnarmi ciò per cui vale la pena vivere. Saggio quanto basta per dire ciò che io forse non avrei mai avuto il coraggio di dire; attento e amorevole tanto da rimanermi accanto nonostante tutto, come solo un Padrone che ha a cuore la Sua piccola può fare.
Il futuro mi fa paura e chiude lo stomaco, ma Lui è ancora qui a prendersi cura di me...
Lui come sempre ha ragione: i rapporti cambiano, si evolvono, sta a noi renderli migliori giorno dopo giorno.
Grazie Signore.
giovedì 6 gennaio 2011
Il blob è andato a cuccia!
Ci sono attimi in cui i problemi assumono dimensioni enormi e le nostre debolezze gli concedono la forza di fagocitarci, senza più lasciarci la possibilità di tirarcene fuori ed osservarci, noi e loro, da un pochino più in là.
Questo inizio 2011 è uno di quegli attimi, ma questa sera le parole di alcune amiche sono state la fune che mi ha permesso di tirarmi fuori da questo blob di negatività e pessimismo.
I problemi sono ancora lì, ma sono tornati a cuccia.
Per questo week end voglio essere esclusivamente la Sua schiava.
mercoledì 5 gennaio 2011
lunedì 3 gennaio 2011
In punta di piedi...
La mia insicurezza mi sta rendendo la vita difficile, lasciandomi sempre appesa al filo sottile della Sua approvazione, in attesa di una Sua parola.
Ogni giorno mi sento di appartenerGli un po' di più, ma a volte ho l'impressione che tale sensazione sia unidirezionale e che il crescendo sia solo mio. Vorrei chiedere, ma so che non avrei risposta...
A volte mi sento scoppiare, di desiderio, di eccitazione, di amore...ma di rimando ho il silenzio, e allora monta la paura di aver detto troppo, il timore di essere stata inopportuna e di aver usato parole azzardate.
Lui c'è, sempre.
Quando siamo lontani, però, è come se ci fosse un velo di pudore a coprire ogni cosa, ed io, che vorrei essere per Lui ogni giorno ciò che tento di essere quando Gli sono accanto, mi chiedo quale sia il mio posto, quale sia la maniera più giusta di comportarmi...
Tento di muovermi in punta di piedi, per non invadere il Suo mondo...
sabato 1 gennaio 2011
La schiava brucia
Il desiderio è bruciante, la necessità di sentirsi Sua ogni giorno più pressante, talmente pressante non concedermi tregua, da occupare di giorno i miei pensieri e di notte i miei sogni.
E' tutto nuovo per me e questo bisogno di appartenerGli è talmente forte da spaventarmi a volte; vorrei potermi sciogliere per fondermi con Lui, divenire parte di Lui: un altro braccio, un'altra gamba, un altro cuore...
Vorrei che mi marchiasse, che segnasse il mio corpo come ha segnato la mia mente, un tatuaggio, un anello...qualcosa che sancisse che sono cosa Sua.
Una Sua proprietà, un Suo animale, una bestiolina di cui aver cura...null'altro.
Smanio di essere ai Suoi piedi ed ogni giorno i miei pensieri si fanno più torbidi, le mie fantasie si spingono un po' più in là, facendo a pugni con la paura di non avere il coraggio.
Sogno di mettermi totalmente nelle Sue mani, di affidarmi a Lui, di dimostrarGli la mia devozione, la mia fiducia.
DonarGli il mio respiro, il mio sangue, le mie paure, segni tangibili di quanto Gli appartenga.
La Sua mano dentro di me, che mi apre, mi penetra e mi possiede...
Il Suo odore su di me, per sentirmi cagna...
Le Sue mani attorno al mio collo, per far decidere Lui quando mi è concesso respirare...
La schiava aspetta che il Padrone la chiami a sé...
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