venerdì 11 febbraio 2011

Nuda

"Ti ho fatto fare tardi"

"E ti ho fatto venire voglia di toccarti"

Bang!

Esplosione nel cervello.

Sì, ho voglia di toccarmi, di carezzarmi, in un piacere condiviso che pervade anche te.

"Vorrei ascoltarti godere"


Bang!

Esplosione un po' più giù, battito che cresce.

"Posso chiamarti?"

"Sì"

Squillo.

Bang!

Battito mancato e respiro incerto.

Parli del più e del meno, mi chiedi cos'ho indosso e mi chiedi cosa sto facendo.


Altro battito mancato.

In un sussurro "Mi sto accarezzando..."

"Togli le coulotte"

"Sdraiati"

Come una bambola perversa ascolto la tua voce, sussurrata e a volte un po' rotta, e continuo ad accarezzarmi, lentamente, delicatamente, ad occhi chiusi, immaginando...


Mi sposto in camera, la luce della lampada è di troppo e anche il ronzio del pc.

Sul letto, mi strofino su un cuscino, come mi hai detto di fare, come una cagnetta vogliosa.


Occhi chiusi e tu sei lì, seduto sulla poltrona che si trova accanto al letto.

Guidi la mia mano da lontano. Un dito, poi due. Ruotano e si fanno strada.

Mi racconti di quello che succederà fra qualche giorno ed io divento un lago.


Piccoli gemiti nelle tue orecchie e soffi di parole affannate.

Mi sussurri di assaggiarmi e mi chiedi che sapore ho.

Mi sento languida, bollente, liquefatta dalla tua voce e dal tuo respiro.

"Probabilmente ti assaggerò"


Sento che ascolti, come se tendessi l'orecchio a non perdere nemmeno un sospiro.

"Godi"

Ancora qualche carezza e il fuoco divampa, accecante e bollente.

L'urlo sussurrato al tuo orecchio, i brividi che mi sconquassano, la mano che non vuole allontanarsi.


Tento di immaginare il tuo volto.

Acceso dal mio fuoco.

Eccitato dal mio respiro.

Confuso da questo attimo di assoluta sincerità.

E mi rendo conto di essere nuda, dinanzi a te, come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Nessun commento:

Posta un commento