Vorrei poterci credere e lasciarmi andare, ma il rischio di bruciarsi le ali è forte, tangibile, quasi una certezza.
Scappare, quindi? La parte ancora sana di me direbbe di sì, di scappare a gambe levate prima che sia troppo tardi, e anche lui, continuamente, in un tamtam di raccomandazioni e accortezze, mi ricorda che sono io che scelgo, che se mandassi a rotoli lui e questa cosa qui non ci sarebbe da stupirsene, che capirebbe e che rimarebbe la gioia di essersi conosciuti, annusati e capiti, all'istante, senza troppi paroloni e senza maschera alcuna.
Eppure capita così raramente di sentire quell'affinità che ti fa dire che sì, sarebbe bello poterci vivere, che quando capita sarebbe un peccato mortale rifiutarsi di cogliere l'occasione.
Di cosa mi lamento, allora? Non mi lamento. Resto qui, vigilando sulle mie ali, cercando di domare il fuoco, sopendolo a volte con qualche lacrimuccia, sorella gemella di quel battito di cuore accelerato all'idea di quel "se fosse davvero così...".
I miei sogni si accavallano alla realtà, la dissimulano, la rendono droga di cui non posso fare a meno.
I miei sogni diventano despota, padroni indiscussi della mia mente.
I miei sogni diventano guida, faro alla cui luce cercare il luccichio di quella Bolla in cui riposare.
Per ora c'è un abbraccio caldo, avvolgente, che sa di coccole e possibilità...
Scappare, quindi? La parte ancora sana di me direbbe di sì, di scappare a gambe levate prima che sia troppo tardi, e anche lui, continuamente, in un tamtam di raccomandazioni e accortezze, mi ricorda che sono io che scelgo, che se mandassi a rotoli lui e questa cosa qui non ci sarebbe da stupirsene, che capirebbe e che rimarebbe la gioia di essersi conosciuti, annusati e capiti, all'istante, senza troppi paroloni e senza maschera alcuna.
Eppure capita così raramente di sentire quell'affinità che ti fa dire che sì, sarebbe bello poterci vivere, che quando capita sarebbe un peccato mortale rifiutarsi di cogliere l'occasione.
Di cosa mi lamento, allora? Non mi lamento. Resto qui, vigilando sulle mie ali, cercando di domare il fuoco, sopendolo a volte con qualche lacrimuccia, sorella gemella di quel battito di cuore accelerato all'idea di quel "se fosse davvero così...".
I miei sogni si accavallano alla realtà, la dissimulano, la rendono droga di cui non posso fare a meno.
I miei sogni diventano despota, padroni indiscussi della mia mente.
I miei sogni diventano guida, faro alla cui luce cercare il luccichio di quella Bolla in cui riposare.
Per ora c'è un abbraccio caldo, avvolgente, che sa di coccole e possibilità...
..capita davvero raramente di trovare Qualcosa di simile..da come lo descrivi.
RispondiEliminale ali sono fatte anche per bruciarsi,se non rischi non potrai mai saperlo..
in bocca al lupo :o)
bello il tuo spazio..
SdS
Grazie :), bello sapere di essere letta e compresa...
RispondiEliminaUn abbraccio!