Rimanere nuda di fronte a Lui, sentire le Sue mani e i Suoi occhi su di me, ascoltare la Sua voce, farmi avvolgere dalle Sue spire e restare lì, immobile ad attendere, gemere e sospirare...
E' stato tutto talmente naturale, talmente semplice...
Liquida, languida come mai prima d'ora...creatura di carne e istinto, la ragione lasciata a terra accanto ai tacchi alti.
Abbandonarsi così, senza alcun timore, per la prima volta sicura, realmente sicura, arrendermi e lasciar fluire ogni cosa.
Aprire gli occhi, quegli stessi occhi sempre serrati per paura di non essere in grado di sopportare quello che succedeva fuori da me.
Aprirli e rimanere rapita.
Rapita dalle Sue mani che mi dipingono di colori che bruciano e fanno rabbrividire.
Incantata dal Suo sguardo serio e dal Sue dita che ticchettano sulle candele, ritmicamente, a creare una pioggia di coriandoli sulla mia pelle.
Sentire le Sue corde che prima abbracciano e poi stringono, in un disegno che solo Lui conosce, volute che immobilizzano e ornano, ubbidendo all'estro del Pittore e alle Sue voglie.
E poi la Sua mano che si fa strada piano, lentamente, dolcemente, decisa e risoluta.
Il mio trattenere il fiato, la paura di non esserne in grado.
Il Suo "Te lo immaginavi così?".
Tendermi per assaporare la Sua mano che si muove dentro di me, rincorrere l'orgasmo per stringerLo ancora di più a me.
Esplodere e singhiozzare per l'emozione, la gioia e la paura di essere lì con Lui, e la certezza che non avrebbe potuto essere diversamente.
Il desiderio di baciarLo, di accarezzarLo, di lambire ogni centimetro della Sua pelle con la mia lingua.
Cercare di eccitarLo, sentirLo fremere e giocare con i Suoi brividi, tendere la corda del piacere allo stremo e poi abbandonarmi, ancora una volta, e godere di quell'incastro perfetto.
Non averne mai abbastanza, di Lui, del Suo desiderarmi...e sperare che basti nascondere l'orologio per fermare il tempo in questa Bolla incantata.
Una Bolla ancora piccina, ma già calda e accogliente...legata ad un filo sottile il cui capo è saldamente nelle Sue mani.
La principessa è lì, che a tratti si gode il suo tepore e la sua pace e a tratti viene presa dalle vertigini alla sola idea che Lui possa lasciare il filo ch la lega a sè.