Per essere una cagnolina, devi sentirti una cagnolina.
Ho pensato sovente a questa frase e sempre mi sono chiesta come avrei potuto arrivare a sentirmi realmente una cagnetta ubbidiente. Cagnetta, cavalla, oppure ciò che in quel momento il mio Signore voleva che fossi.
Sabato, invece, è successo qualcosa. Ero lì, in ginocchio, e baciavo, leccavo, annusavo i Suoi piedi. Fino a quel momento era stato un qualcosa che mi rendeva felice perché mi permetteva di dimostraGli la mia devozione, di toccarLo, di accarezzarLo, di baciarLo...ma nello stesso tempo, mentre lo facevo, non mi sentivo veramente me stessa. Avevo la percezione che mancasse qualcosa ed anche quando Lui mi ordinava di farlo con passione ed amore, mi risultava difficile capire come accontentarLo.
E poi, in un attimo, mi sono sentita diversa. Il mio corpo si muoveva in maniera istintiva, le mie mani, le mie braccia, il mio seno....tutto di me si muoveva per accarezzare, per comunicare ciò che mi emozionava; anche la mia lingua, le mie labbra...sapevo che finalmente parlavano il giusto idioma.
Ero in ginocchio, nuda, prostrata ai piedi del mio Signore, intenta a baciare i Suoi piedi...eppure per la prima volta mi sentivo donna, Femmina!
Tutto di me era proteso a compiacerLo, eccitarLo, adorarLo...e la strada che Lui aveva scelto me la sentivo perfetta addosso. Ero me stessa, ma anche altro. Un'altra creatura che sta a poco a poco prendendo forma sotto le Sue mani: non più solo cucciola sapaventata, ma tanto altro...non c'erano parole, ma solo mugolii di eccitazione e bisogno bruciante di senitre pelle su pelle, per impregnarmi del Suo odore e regalarGli ogni fremito del mio corpo.
Un'eccitazione profonda, non solo fisica; un boato che si faceva strada nella testa, nella pancia, ma che per una volta non voleva esplodere, ma solo crescere, crescere, crescere, ubriacare, inebriare, incatenare la ragione ai sensi, renderla schiava e lasciarla vagare in quei gironi torbidi fatti di passione, umiliazione, eccitazione, dolore...
Donna.
In ginocchio, nuda, segnata dai Suoi colpi, che lecca ogni centimetro del Suo corpo, che sfila per Lui sui tacchi alti, che mangia in una ciotola accanto ai Suoi piedi.
Donna.
Quando decide di creare il vestito che indosserò, e danza attorno a me, e intreccia, stringe, copre, mette in risalto.
E poi mi fa sedere, come fossi una bambola. E tira, fissa, mi immobilizza, mi guarda e mi dice che sono bella.
E in quel momento, accompagnata dalla voce di Nat King Cole, come se fossimo in un'altra epoca, mi sento un'opera d'arte...guardo il mio riflesso nella finestra, mi ammiro, non sento dolore, ma solo un'immensa pace e un'immensa gratitudine per Lui, che mi osserva e si disseta del Suo capolavoro.
Nessun commento:
Posta un commento