martedì 8 marzo 2011

Schiava e altare

Sdraita, mi accarezzi piano, con dolcezza, con tenerezza, con attenzione, quasi avessi paura di rompermi, bambola di porcellana.

Io sono in estasi; le Tue mani mi percorrono e mi sembra di essere in Paradiso.

E poi alle Tue mani si aggiungono la Tua bocca, la Tua lingua, le Tue labbra...mi baci e mi assaggi, senza fretta, lasciando una scia di brividi dietro il Tuo passaggio.

Il respiro mi si blocca in gola.

La Tua lingua è proprio lì, al centro di me. Sento che mi esplori, Ti insinui in ogni piega, entri dentro di me e cominci a succhiarmi, come faresti con una bibita ghiacciata in una calda giornata estiva.

Occhi chiusi, cuore che batte...da schiava ad altare.

Altare da adorare, cui rendere omaggio.

Altare su cui consumare una qualche sorta di rito pagano ...mi sento ancora più Tua, in ogni più nascosto anfratto di me.

Consapevole del mio valore, orgogliosa di quanto posso donarTi. 

Usami ora, senza curarTi di me.

Voglio abbassare il capo, abbandonarmi alle Tue voglie, essere cosa, oggetto, giocattolo...come se non sapessimo entrambi quanto il Tuo godimento sia fonte del mio.

giovedì 3 marzo 2011

Io...nelle Tue mani

Mangiami, divorami, cibaTi di me.

A poco a poco, pezzo dopo pezzo, un dito, un lembo di pelle, le mie labbra, il mio seno.

Non ho bisogno di nulla, non più; mi basta sapere che faccio parte di Te.

Che Ti accompagno al lavoro, che Ti faccio compagnia negli interminabili spostamenti, che sono con Te quando la sera posi la testa sul cuscino e quando la mattina apri gli occhi e mi desideri di carne e sangue.


Brillo come mai prima d'ora e l'unica cosa che desidero è darTi un altro po' di me, ogni giorno un po' di più.

Penetrami, ancora e ancora...mente, cuore, corpo.

Insinua ancora la Tua mano, a poco a poco...assaggiami, morbida, calda, accogliente e stretta.

Forzami con delicata fermezza, insegnami ad accoglierTi, scrigno che racchiude il pugno del Padrone.

Desiderio di sentire ancora quel sottile dolore, di goderne e di ascoltarlo mentre si trasforma in un piacere profondo, dilagante; mentre la Tua mano si muove dentro di me, mi riempi e mi fai sentire Tua.

Tu...dentro di me, al centro di me.

Io...nelle Tue mani.

lunedì 28 febbraio 2011

"Finché ci sarò io, non dovrai temere nulla."

Esausta, spossata...come se all'improvviso qualcuno avesse staccato la spina. Una carica che lentamente defluisce e che mi lascia con il bisogno di accocolarmi sul mio futon...su quello stesso futon dove poche ore fa ero stretta tra le Tue mani e le Tue corde...E' stato solo un salutarci ed un entrarci dentro ancora un'ultima volta prima che la vita di tutti i giorni ci richiamasse nei ranghi.

Avevo paura: Tu libero dal passato, Tu che passi una giornata in treno per venire da me, entrambi con la voglia di ritrovare quell'angolo magico in cui ci eravamo scoperti reali.

Ti tolgo le scarpe, Ti spoglio a poco a poco...tolgo quei pochi strati che separano la Tua pelle dalla mia...e comincio a percorrere il Tuo corpo di baci, carezze, respiri...voglia di conoscerTi di nuovo e di sincerarmi che Tu sia qui con me, davvero.

Mi beo dei Tuoi sospiri, un po' più profondi, un po' più rumorosi, a seconda dei tasti che la mia lingua percuote per suonare la nostra sinfonia. Non mi stancherei. E' una notte dedicata alla tenerezza, per il cuoio e le catene avremo tempo.

E poi la nostra prima festa, legata al Tuo polso da un guinzaglio, come se ce ne fosse bisogno...ma mi piace rche tutti sappiano che sono Tua

Mi guardo intorno, sono un pesce fuor d'acqua in quel locale di pelle, lattex e borchie questa sera, ma sono contenta di non passare inosservata, di essere bella, voglio essere come un gioiello che tutti Ti invidiano.

Mangiamo qualcosa. Tu pensi a tutti e due, in un angolino appartato sono in ginocchio accanto a Te, che mi imbocchi, piano, con tenerezza. Il Tuo prenderTi cura di me mi fa girare la testa

Un attimo di indecisione da cucciola smarrita, ma Tu mi tieni la mano, mi porti al centro del locale e mi spogli: via i guanti, via la gonna e a seguire il corsetto, le calze...restano solo le scarpe rosse e il mio cappellino, su cui una farfalla continua a svolazzare.

Che strano, sono lì, nuda, legata, di fronte ad uno specchio...eppure mi sento bene, sono a mio agio e nella mia testa non c'è posto che per noi. Non ho ancora il coraggio di tenere gli occhi aperti, ma non posso fare a meno di sbirciare per guardarTi mentre usi il micio; mi giri intorno, mi guardi, mi accarezzi, ed è quasi come se danzassimo. Non riesco a non cercare la Tua bocca, e mi protendo per baciarTi, ogni volta che mi sfiori.

Non mi concedi di rivestirmi, ma la cosa non mi disturba: sono le Tue corde a tenermi caldo. Ti seguo come un cucciolo segue il suo padrone; ho voglia che Tu giochi ancora con me, ho voglia di ubriacarmi ancora. 

Siamo di nuovo soli, dietro una parete di sbarre; da una parte noi, dall'altra il resto del mondo, che in un attimo scompare. Mi porti di nuovo lontano, in un posto che non conosco e la donna che vedo allo specchio, quella che mi chiedi di guardare, ha gli occhi accesi, il respiro accelerato...non mi ero mai accorta di avere quella luce. Caldo di cera, le Tue mani che mi arrossano, che mi ispezionano, sferzate sulla mia pelle che ne vuole ancora, che non si stanca...ansimo, tremo, piango...e Tu mi stringi, mi rassicuri, mi tieni accanto a Te. 

Non smetterei mai, ma Tu sai che è già tanto quello che abbiamo vissuto e tieni a bada quell'incosciente, testarda e curiosa schiava che hai deciso di tenere con Te.

Il Tuo abbraccio è costante, caldo, accogliente...

"Finché ci sarò io, non dovrai temere nulla."

Lo so, lo Sento...e altro non potrei desiderare...

martedì 22 febbraio 2011

Come aria

"Ho voglia di te"

E la paura si scioglie grazie a quel calore che inspiegabilmente riesci a trasmettermi, che io sia accanto a Te, oppure lontana centinaia di chilometri.

Mi spaventa questa dipendenza da Te, mi spaventa il bisogno che sento crescere giorno per giorno.

Bisogno di starTi accanto, di entrarTi dentro, di contagiarTi come Tu hai fatto con me.

Bisogno di respirarTi, di conoscerTi per diventare un Tuo pensiero, per diventare ciò che desideri, ancor prima che Tu stesso lo sappia.

Mi spaventa, ma non potrei farne a meno, non più, non ora, dopo averci assaporato.

Voglia di vivere, scoprire e sperimentare.

Voglia di provare, ogni giorno di più.

Voglia di essere tenuta per mano, di vederTi sorridere per il mio entusiasmo di bimba.

Voglia di risvegliare in Te il palpito del possedermi e del vedermi sbocciare come Tu mi vuoi.

Voglia di sentirTi felice e appagato e sapere di essere stata brava, di essermi guadagnata un posticino accanto a Te, accoccolata tra le Tue braccia...ad ascoltare il Tuo cuore che batte proprio lì, vicino al mio.

Conto le ore che mi separano da Te...

La principessa nella Bolla

Rimanere nuda di fronte a Lui, sentire le Sue mani e i Suoi occhi su di me, ascoltare la Sua voce, farmi avvolgere dalle Sue spire e restare lì, immobile ad attendere, gemere e sospirare...

E' stato tutto talmente naturale, talmente semplice...

Liquida, languida come mai prima d'ora...creatura di carne e istinto, la ragione lasciata a terra accanto ai tacchi alti. 

Abbandonarsi così, senza alcun timore, per la prima volta sicura, realmente sicura, arrendermi e lasciar fluire ogni cosa.

Aprire gli occhi, quegli stessi occhi sempre serrati per paura di non essere in grado di sopportare quello che succedeva fuori da me. 

Aprirli e rimanere rapita.

Rapita dalle Sue mani che mi dipingono di colori che bruciano e fanno rabbrividire. 

Incantata dal Suo sguardo serio e dal Sue dita che ticchettano sulle candele, ritmicamente, a creare una pioggia di coriandoli sulla mia pelle.

Sentire le Sue corde che prima abbracciano e poi stringono, in un disegno che solo Lui conosce, volute che immobilizzano e ornano, ubbidendo all'estro del Pittore e alle Sue voglie.

E poi la Sua mano che si fa strada piano, lentamente, dolcemente, decisa e risoluta. 

Il mio trattenere il fiato, la paura di non esserne in grado. 

Il Suo "Te lo immaginavi così?". 

Tendermi per assaporare la Sua mano che si muove dentro di me, rincorrere l'orgasmo per stringerLo ancora di più a me. 

Esplodere e singhiozzare per l'emozione, la gioia e la paura di essere lì con Lui, e la certezza che non avrebbe potuto essere diversamente.

Il desiderio di baciarLo, di accarezzarLo, di lambire ogni centimetro della Sua pelle con la mia lingua.

Cercare di eccitarLo, sentirLo fremere e giocare con i Suoi brividi, tendere la corda del piacere allo stremo e poi abbandonarmi, ancora una volta, e godere di quell'incastro perfetto.

Non averne mai abbastanza, di Lui, del Suo desiderarmi...e sperare che basti nascondere l'orologio per fermare il tempo in questa Bolla incantata.

Una Bolla ancora piccina, ma già calda e accogliente...legata ad un filo sottile il cui capo è saldamente nelle Sue mani. 

La principessa è lì, che a tratti si gode il suo tepore e la sua pace e a tratti viene presa dalle vertigini alla sola idea che Lui possa lasciare il filo ch la lega a sè.

martedì 15 febbraio 2011

Nelle spire del Serpente

E dire che me l'ha chiesto, ed io gli ho risposto di no, che non c'era ancora paura, ma solo brividi belli.

Ma non era vero, stava arrivando anche una paura strisciante e subdola che mi fa temere che nulla vada come sono convinta che andrà. 

Lo so che sembra una gran contraddizione, perché lo Sento che siamo due anime affini, eppure non posso non prendere in considerazione la possibilità che non sia così.

Questi ultimi giorni sono stati un crescendo di sensazioni, un crescendo di intimità, un crescendo di bisogno; mutamenti di due persone che, pur lontane, si annusano e cominciano a stabilire i ruoli, una gerarchia basata su odori immaginati, su sguardi scambiati, su necessità svelate.

E così mi ritrovo avviluppata nelle spire del Serpente, corde palpitanti che mi legano e mi stringono, e piano piano mi portano a chinare il capo. 

Gli occhi del Serpente mi ammaliano, mi liquefano e mi danno pace.

Le parole del Serpente mi eccitano e mi mozzano il respiro.

E come una micia che rimane impietrità di fronte al predatore, io resto qui, immobile, atterrita...attendendo impaziente il primo morso, e poi il secondo, il terzo...fino a diventare parte di lui.

domenica 13 febbraio 2011

Adoro questa me!

Una festa, persone sconosciute, per la prima volta nuda...tanti giochi come fossi al luna park.

Legata assieme a Lau, cuore contro cuore, a sentire i suoi sobbalzi e i miei, le frustate con il suo nome e quelle con il mio, i suoi gemiti e i miei, nascosti nella sua spalla in un abbraccio che ancora adesso scioglie una lacrimuccia.

Le mani dello zio Maitre, che si prendono cura di me, e i suoi occhi che non mi abbandonano mai e vigilano su di me, anche quando c'è qualcun'altro che gioca sul mio corpo.

Tante mani che mi stringono, mi accarezzano, dando dolore e piacere...ed io nel mio mondo ad occhi chiusi, in cui non ci sono che io.

Egoista!

Un mondo di sensazioni, un mondo in cui staccare l'interruttore della razionalità, non pensare a chi si occupa di me, chi mi colpisce, chi si insinua, che stuzzica, chi stropiccia...un mondo in cui l'unica che conta sono io.

Adoro questa me!

Spregiudicata, coraggiosa, curiosa, consapevole...Donna.

Adoro questa me!